venerdì 27 novembre 2009

il passo lungo

I turbamenti sentimental-sessuali di Alberto, giovane studente di medicina, a cavallo tra Veneto e Toscana, offrono a Saviane il pretesto per contrapporre due stili di vita opposti, che potremmo riassumere come Avere ed Essere, per citare un saggio di moda alcuni anni or sono.
Da un lato gli zii, avidi e rispettabili, che intridono ogni sfumatura del vivere quotidiano nella "serietà", e con tale "serietà" compiono ogni loro atto, dal derubare sistematicamente i familiari dei loro beni all'intrattenere storielle illecite con le sempre più giovani domestiche. Del resto anche queste avventure erotiche sono private del loro aspetto disdicevole dall'essere rigorosamente condotte fra quattro mura...
Dall'altro capo, Stanislao, il papà apicultore che potrebbe ricavare grandi introiti dalle sue occupazioni, ma ama il lavoro per se, e non si cura delle ingenti perdite finanziarie causate principalmente dalla sua buona fede, e che gli creano la fama di ingenuo del villaggio.
Alberto esordisce con un'impronta molto "ziesca", e perde Carola, il grande amore della sua vita, per non essersi liberato di tutti i precetti coercitivi dell'Avere; con il tempo e con l'emancipazione cultuale ed economica dall'originario nucleo familiare rivaluta però la figura paterna, gentiluomo del futuro, dignitoso e consapevole, spoglio di mire egoistiche fino alla morte. E' grazie alla sua figura esemplare che, trovata Giulia, può infine vivere l'amore assoluto di che sposa l'Essere con tutto se stesso.
Valida compagnia per un viaggio in treno, anche senza aspirare alle cime della Letteratura.

proof

Alla morte dell'amatissimo padre, la figlia di un folle genio della matematica è attanagliata dal''immobilizzante timore di aver ereditato dal dotato genitore non solo un talento scientifico eccezionale, ma anche una spiccata tendenza all'alienazione. In occasione del funerale ha modo di elaborare le sue paure, in compagnia della sorella, donna pratica e arrivista, e di uno studente del padre, da tempo innamorato di lei, ripercorrendo gli ultimi anni trascorsi nell'accudire il padre durante la progressione del suo deterioramento.
Quattro attori in scena, che si muovono per lo più nella grande casa dello studioso scomparso, rivelano l'originaria natura per palcoscenico della pièce. Quattro superbi caratteristi, tra cui spiccano il sommo Antony Hopkins e la bravissima Gwineth Paltrow, così poco diva holliwoodiana e così chiaramente a suo agio in ambito teatrale: dimostra qui, se mai ce ne fosse stato bisogno, di saper recitare con le sopracciglia, con le mani, con la postura del tronco prima ancora che con le parole.
Racconto molto misurato, privo di slogan sbandierati; analisi, calcolo sono i tramiti con cui la protagonista rifonda una nuova fiducia in se stessa, dimostrazione dopo dimostrazione, e arriva ad accettare l'incertezza di trovare una prova definitiva della realtà, fino all'ultimo respiro di vita.

sabato 14 novembre 2009

piombo e sangue - Red Harvest

Un libro che mantiene le promesse del titolo.
Tutto ciò che non è scarno accadimento è virtualmente cancellato dalla scritura nervosa di Dashiell Hammett: non ci sono dissertazioni a spiegare le cause prime dello svolgersi della trama, non c'è spreco di parole che creino suspence in attesa dello smascheramento di un assassino, non ci sono dettagli a descrivere luoghi o persone, sbozzati con tratti spezzati quando non macchiettistici.
Particolare ancora più sorprendente di questa scrittura anomala, il protagonista non rivela mai il suo nome per tutta la durata della narrazione, rimanendo semplicemente un "Continental Op" (OPerator) dell'Agenzia Continentale di Investigazioni.
Con questo Red Harvest e altri scritti simili Hammett ha creato l'Hard Boiled, il prodotto di genere per antonomasia con epigoni illustri; tolto questo indubbio merito, ho trovato Piombo e Sangue un affastellamento faticoso di assassinii, in cui non si vede né uno scopo malevolo né un fine superiore, privo di leggerezza e di ironia. La poetica dell'autore si potrebbe riassumere con: "Non ci deve essere tempo per pensare. Se l'azione si ferma, fai entrare un personaggio con una pistola spianata e fallo sparare". L'azione frenetica degli Op è quasi ingenua, non paragonabile ai cieli lividi di Ellroy né all'umorismo furbetto di personaggi pur minori come Donald Lam.

lunedì 9 novembre 2009

one for the money - tutto per denaro

Stile icastico e slang irriguardoso sono le cifre del primo libro della serie che ha per protagonista Stephanie Plum, neo-disoccupata, ex-commessa di biancheria intima. Dopo il fallimento della ditta per cui acquistava lingerie, Stephanie si trova costretta da stringenti necessità finanziarie ad accettare l'equivoco e periglioso mestiere di cacciatrice di taglie e a reperire il contumace Joe Morelli, che tanti anni or sono era stato il suo primo amante. Accorre in suo aiuto Ranger, collega di grande esperienza in preda ad un attacco di "higginsite", essendosi calato, a suo dire, nel ruolo del professor Higgins per mettere in scena una versione In New Jersey del Pygmalion.
La pittrice mancata Janet Evanovich disegna una gradevole detective story, un hard boiled vecchia maniera in cui eventi comici e grotteschi si succedono come nei romanzi di Dashiell Hammett, ambientata in una periferia di Trenton che l'autrice sembra conoscere molto da vicino. Qualcosa nelle descrizioni del Borgo, insieme ridicolo e commovente, come il cinismo caustico di chi ama disperatamente i luoghi di cui sparla, riporta alla mente alcuni angoli della Newark di Philip Roth.
Ho letto quasi tutto il romanzo in un unico viaggio in treno, senza che alcuna vergogna per gli sguardi meravigliati dei miei compagni di viaggio potesse arrestare la sfrenata ilarità che la vita rocambolesca di Stephanie ha provocato. Se avete un po' di senso scenico e l'istinto di tradurre in immagine la pagina scritta, vi troverete a ridere da soli fino alle lacrime.