mercoledì 28 luglio 2010

Io e Marley


Frizzante commedia, di poche pretese ma capace di strappare qualche sorriso e -ai più sentimentali- anche un paio di lacrimucce (inutile dire che le mie, di lacrimucce, sono ancora al sicuro nel mio canale lacrimale).

John e Jenny, giornalisti appena sposati, si trasferiscono sulla costa orientale e fanno le prove generali di Famiglia accogliendo un cucciolo di Labrador in saldo. Perché in saldo? Be', se fosse un bambino, probabilmente gli avrebbero diagnosticato un disturbo da deficit di attenzione e iperattività! Marley, così battezzato in onore del cantante giamaicano, è il pluripremiato peggior cane di tutti i tempi, che rosicchia e travolge qualunque oggetto incontri sul suo cammino. Cosa questa che non gli impedisce di essere un punto di riferimento di un nucleo familiare in crescita, non solo numerica, dove tutti, con alti e bassi, si vogliono profondamente bene.

Jennifer Aniston può essere promossa da fidanzatina a mogliettina d'America, è sempre brava e bella. Owen Wilson invece bello non è per nulla, ma il suo viso buono e aperto lo rende molto adatto per la parte. Inutile dire, però, che l'attore migliore è senza dubbio il cane.


Il mio voto per la scena più divertente va alla corsa in macchina in cui Marley pian piano esce dal finestrino e John lo deve trattenere per le anche...

domenica 25 luglio 2010

le relazioni pericolose - Les liaisons dangereuses

La giovane Cècile Volanges è appena uscita dal convento per sposare Gercourt, ma la Marchesa di Merteuil chiede al Visconte di Valmont di traviarla prima del matrimonio. Insieme complottano per rovinare la ragazza, il suo ingenuo pretendente Danceny e la Presidentessa di Tourvel, donna religiosissima e casta, sfortunato oggetto della lussuria di Valmont.

Estremizzazione dell'Illuminismo, questo libro è un piccolo manuale per il disastro: lì dove si dovrebbe essere guidati da passione e fede, condotti invece da razionalità e cinismo i successi ottenuti hanno un'impronta di amarezza e follia. Tanta ragione e matematica non portano che infelicità e morte alla Marchesa e al Visconte, profondamente invidiosi della freschezza e della credulità delle loro infelici prede. Voltaire degenerato, insomma; capita sempre che le grandi correnti di pensiero producano delle frange tarde di eccessi devianti, spesso molto utili nell'evidenziare -anche se in modo grottesco- le falle di un sistema filosofico che, messo alle strette, risolve i problemi svicolando in un "Ce n'est pas ma faute" (tradotto nelle nostre versioni con "trascende ogni mio controllo", più forbito ma meno crudo).
Oltre a questo merito (io e l'Illuminismo non siamo grandi amici, un libro che ne sottolinei le pecche non poteva che incontrare il mio favore), quest'opera è una denuncia del sistema di educazione femminile dell'epoca, in cui la protezione della virtù era affidata non alla consapevolezza delle proprie azioni, ma al silenzio su qualunque argomento ritenuto scabroso: sistema che ha prodotto una società dipinta come ipocrita e oltremodo viziosa. Se la madre di Cècile le avesse parlato di ciò che sospettava e temeva, invece che scriverlo al resto delle sue amicizie, la maggior parte delle disgrazie di sua figlia non avrebbero mai avuto luogo.

In lingua originale è estremamente piacevole, anche se un po' troppo lungo.

Passando ai film, sono quattro: due dal titolo Dangerous liasons, uno di Frears e l'altro di Vadim; Valmont di Forman e Cruel Intentions di Kumble. Io ho visto solo quello di Frears e l'ho trovato esteticamente bello, con una splendida fotografia e un grande cast (Close, Malkovich, Pfeiffer, Thurman, Reeves...) ma vuoto, patinato e artefatto. Non ho visto gli altri, consigliatemi!







mercoledì 21 luglio 2010

il premio Dardos

Buongiorno a tutti, sono finalmente di ritorno!
Dunque... ehm... wow: sono stata insignita del premio Dardos. Per prima cosa vorrei ringraziare. Il premio viene dato a blog che si distinguono per il loro valore etico e culturale... sono più che lusingata che qualcuno lo pensi del mio!


Poi mi piacerebbe aggiungere che sono stupita, perché non avevo idea che un tal premio esistesse. Sembra che debba anche rispettare alcune regole:
-esporre il logo del premio e accettare e comunicare dette regole;
-inserire nel blogroll il blog che mi ha votato;
-votare altri destinatari del premio, e informarli della scelta, per un massimo di quindici candidature: in questo caso, il tetto non sarà infranto, ne conosco molti meno

http://cinetvforum.altervista.org/blog/ che mi ha proposto, e che ha inventato un nuovo modo di commentare i nostri film preferiti
http://cinlarella.wordpress.com/ con le sue argute visioni
http://momi1492.blogspot.com/ da cui ho ricevuto un'altra candidatura, e che ha al suo attivo i post più surreali della blogosfera
http://www.cachemireetsoie.fr/che è scritto così bene... aspettiamo un nuovo libro che spieghi come una ragazza non sia complicata, ma sottile
http://bailing.splinder.com/ tra vere snob ci si riconosce subito, ci si fa simpatia
http://ilgaiomondodigaia.blogspot.com/ che è raffinato ed elegante! e poi, anche un carciofo ha un cuore, è proprio vero.


Ci sono poi i blog di stretti amici e parenti, che non voglio inserire nella classifica perché il nepotismo non è produttivo. In ogni caso il loro link è ben visibile sulla mia breve lista.
Ho un dubbio: questa faccenda del Dardos mi ricorda un po' una catena di Sant'Antonio... mi sbaglio? sono troppo sospettosa? Comunque, un po' per buona fede, un po' perché non c'è proprio niente di male a lasciarsi prendere la mano da un tocco adoescenziale, eccoci qui.

domenica 11 luglio 2010

la cena


Ettore Scola dipinge un polittico di immagini, alcune grottesche, altre drammatiche, altre comiche, altre ancora commoventi, con la grazia e la leggerezza del grande artista. Raccoglie in questa pellicola un incredibile bestiario di topoi di ogni strato sociale, dissacrante e raffinato, che permette ad alcuni mostri sacri di rifulgere nel loro splendore. Tra tutti:

-Il mitico (termine abusato, ma calzante) Giannini, prof universitario ammogliato ma con studentessa-amante al seguito
-Il superbo Gassman, Professore di lettere, che paternamente tutto guarda, tutto conosce, niuno giudica ma medita idee nel suo cuore
-Il geniale Pagni, cuoco sinistrorso che educa i suoi sottoposti alla cucina e alla politica
-L'incredibile Sandrelli, cicciotta ma ancora piacente, oca patentata con figlia aspirante suora

Non è possibile un riassunto, non è pensabile una critica. Ammirevole.

giovedì 8 luglio 2010

Eclipse - Greenwich Village

A sorpresa, ci troviamo nella piccola sala 2, comoda ma non certo spettacolare, scalzati dal grande schermo della 1 a solo una settimana dall'uscita del film per una programmazione non acuta. Peccato.

Come promesso, dopo New Moon, siamo andati a vedere anche il terzo capitolo, per essere felicemente sorpresi: non brilla né per originalità né per costruzione, ma è abbastanza gradevole.


Il nostro amato vampiro deve aver scoperto i miracolosi inibitori di pompa protonica, che avranno attenuato la sua gastrite erosiva abbastanza da strappargli qualche sorriso, anche se in un paio di scene la faccia sofferente-costipata ritorna a tradimento.... quando qualcuno si presenta in pronto soccorso con quella stessa espressione, di solito ha una peritonite.


La protagonista è più sfacciatamente e consapevolmente banderuola rispetto alla versione del libro: oscilla tra un Jacob al limite della maleducazione e un Edward che sfodera la pazienza di Giobbe per non morderla. No, non per sete del suo sangue. Perché è fastidiosa.


Graziose le scene di battaglia, in odore di Matrix, e le panoramiche di Seattle, che sembrano prese a prestito da Grey's Anatomy. Di buon livello la colonna sonora, anche se la canzone creata ad hoc dai Muse mi ha deluso, è troppo poco Muse.


Peccato invece che abbiano drasticamente sacrificato il rapporto tra Bella e Alice. L'altro -grosso- tallone d'achille, comune a tutti e tre i film, è il fenomeno del ridicolo involontario; per questa sezione la palma spetta a Rosalie in abito bianco che si vendica sul suo promesso: una Sposa che si rispetti non ha un velo sbilenco ma una tuta gialla e una katana, qui si poteva davvero fare di più. Concluderei con una domanda: ma CHE COSA hanno fatto ai capelli di Jasper per renderli simili ad uno spazzolone per pavimenti?

lunedì 5 luglio 2010

tutta la vita davanti

Inquietante affresco sul mondo del lavoro che aspetta a braccia conserte i nostri più brillanti laureati, particolarmente quelli cresciuti in seno all'ambiente accademico umanistico. Marta, neolaureata magna cum laude, non trova altro stipendio che quello miserrimo offerto per un impiego quasi svilente, imbonitrice in un call center. Quel che si dice una diminutio, ma il problema ha dimensioni più grandi, che risiedono nel brainwashing continuo a metà tra Grande Fratello orwelliano e intratenimento da villaggio turistico, proprinato in realtà non solo ai centralinisti di tutte le latitudini, ma a tutti noi. Tu pensi che non ti serva un elettrodomestico che taglia cuce cuoce infarina frigge mescola, ma in realtà ti serve; ti serve, perché a me serve che a te serva: non è chiaro?
E una volta intrapresa la discesa agli inferi è facile scivolare in gironi sempre più profondi e degradanti, da quello degli uccisori di chi non si fida, a quello di chi, per sfinimento, uccide una o più parti di sé.

Attori bravissimi, tutti meravigliosamente adatti alla parte, con una sorprendente Sabrina Ferilli che, contro ogni aspettativa, è capace di recitare, e una superlativa Isabella Ragonese. Imperdibile, per proteggerci dal vuoto che avanza.

domenica 4 luglio 2010

Motel Woodstock

Scanzonata, colorata commedia di Ang Lee che abbandona qui il tratto tragico dei pascoli di Brokeback Mountain per dedicarsi ai figli dei fiori e all'amore libero del grande concerto evento di Woodstock.
Emil ha una famiglia sui generis, con una madre iperattiva e parca fino alla follia, un papà apatico ma sensibile e una sorella dedita alla realizzazione di sé, e un motel in rovina da salvare da un'ipoteca. Per puro caso offre agli organizzatori del concerto del millennio di organizzare il tutto a pochi passi dalla sua tenuta, sperimentando da un lato il lato inebriante del fenomeno hippy, dall'altro quello ben strutturato e a tratti utilitaristico dello show business dell'epoca, magari meno cinico di quello odierno ma neppure troppo naive. Le critiche al sistema familiare, alle case di distribuzione musicale e anche alle decisioni di politica estera che -particolarmente in quegli anni- stridevano con la rivoluzione culturale del peace and love sono condotte con intelligenza e levità, strappando un sorriso.
Non un capolavoro, ma comunque un bel film.

sabato 3 luglio 2010

il mio amico Eric


Ken Loach non gira solo film disperanti e desolati, come ci dimostra con questa commedia. Eric, postino timido e impacciato con due figliastri ingestibili al seguito, soffre di disturbo di panico da lungo tempo e, più in generale, ha difficoltà ad impostare correttamente le relazioni più importanti della sua vita, come il grande amore di gioventù con Lily e il rapporto con la figlia. La sua riserva di affetto ed energia proviene dai compagni di fede calcistica, che vede al pub per le partite del Manchester, ma ultimamente non sembra bastare... finché -evocato forse da uno spinello- non compare il suo idolo, Eric Cantona, a rimettere ordine nella sua vita con più efficacia di molti terapisti comportamentali.

Guidato da un pensiero sano e forte, che evidentemente aveva bisogno solo di un piccolo aiuto per riaffiorare, Eric ritrova il coraggio di prendersi cura dei suoi figli e figliastri, recuperando la loro fiducia e confidenza, e anche grazie a loro ritrova infine l'affetto -l'amore?- della donna che non ha mai smesso di adorare in silenzio.

Commovente, buffo, divertente e lieve, riesce a dare verisimiglianza ad una trama a metà tra il surreale e il fumettistico (Calvin and Hobbes, certi spunti dei Peanuts..). Assolutamente da vedere, e in questo periodo siamo anche in piena stagione calcistica.