domenica 24 luglio 2011

Vallanzasca



Ascesa e dubbie fortune di uno dei più famosi briganti della Milano degli anni Settanta-Ottanta. Renato Vallanzasca è un uomo affascinante, desideroso di ricchezza, che inizia la sua carriera da malfattore come rapinatore di banche, insieme ad un gruppo di compagni. Ha uno spiccato lato “gentiluomo”, di norma nessuno muore nelle rapine organizzate da lui, finché il lato violento dell’epoca non prevale, e il sangue comincia a scorrere insieme alla sete di potere e al sogno di prevalere sulle altre bande locali dell’epoca. Iniziano così i primi incontri-scontri con Francis Faccia D’Angelo Turatello, le sparatorie contro le forze dell’ordine, i rapimenti a scopo di riscatto (con un curioso penchant per il benessere dell’“ospite”), la galera, le evasioni. Proprio in prigione Francis e Renato stringono una curiosa alleanza, sancita dal matrimonio di Vallanzasca, cui Francesco fa da testimone.
Il film non è male, ha il suo maggior pregio nell’ottimo senso del ritmo, e vanta un cast solido tra cui spicca Kim Rossi Stuart, ancora bello e sempre più bravo; rispetto al grande noir del decennio, Romanzo Criminale, siamo però su un gradino decisamente inferiore, sia per sceneggiatura che per regia. Molti hanno accusato il regista Michele Placido di compiacimento nel rendere eccessivamente simpatico il protagonista, ma trovo che questo malandrino susciti più pietà che emulazione, con i suoi deliri di autogiustificazione riassunti in quella battuta un po’ troppo à la Anakin Skywalker, io non sono cattivo, è che ho un lato oscuro un po' pronunciato...

lunedì 11 luglio 2011

Radio America



L’ultimo film di Altman racconta dell’ultimo giorno di un’emittente radiofonica tra le più importanti d'America. Tutto lo staff di attori, cantanti, registi, segretarie si unisce in un canto corale sulla morte, un canto del cigno dolce e rassegnato, delicato e stanco.



Ognuno porta la sua storia, grande o piccola, sempre con dignità, all’attenzione del pubblico che voglia ascoltarla, ma non può nascondersi agli occhi della misteriosa, bellissima signora di bianco vestita che si aggira per il set, né posticipare questo incontro così temuto.
Quest’ultimo affresco commovente, composito e in fondo gioioso, ci mostra una Morte consolatrice, poco aggressiva, antitetica rispetto alle signore in nero e marrone di Visconti.



In Radio America uno stuolo di caratteristi americani ci mostra la vera grandezza dell’arte attoriale statunitense, che prevede una formazione a tutto tondo come da noi non si può ancora neppure sognare.



Meravigliosa Meril Streep, che canta bene quasi come recita; un plauso particolare va poi alla coppia di cowboy che canta canzonacce sconce improvvisate, facendosi sganasciare dalle risate. Fotografia lussuosa, con una nota malinconica custodita nei toni del tabacco.

domenica 10 luglio 2011

Otto e Mezzo

Incredibilmente e vergognosamente tardi faccio conoscenza con Fellini e comincio con 8 ½, il suo ottavo film (più un “mezzo”, in condivisione), in cui uno stanco e nauseato regista tenta di dirigere un film, circondato da una pletora di attori, amici e conoscenti.
Di cosa parla il film? Forse non lo sa neanche il regista. Magari parla della sua vita, scandagliata non tanto nei meri fatti, quanto nei suoi ricordi d’infanzia e nelle sue attuali elucubrazioni, filmate come un flusso di coscienza cinematografico. Si è detto spesso che 8 ½ sembra una seduta psicanalitica, e mi sembra che indaghi tra gli altri alcuni nodi cruciali che la società degli anni Sessanta si trovava ad affrontare:
1. il rapporto con il Divino, mediato da una Chiesa Cattolica che non sembrava sempre all’altezza del compito, occupata com’era a definire i suoi rapporti con la politica e a guidare le coscienze usando come guinzaglio il senso di colpa (permettetemi di citare la poco dotta Steph Plum: “quando ricevi un’educazione cattolica, il senso di colpa rimane anche dopo che se n’è andata la fede”. Purtroppo è stato così per molti…). Per tanti versi sembrava più efficace affidarsi all'occultismo, che almeno pffre una percezione intuitiva dell'Asa NIsi MAsa;
2. il peso delle aspettative degli ALTRI: genitori, amici, commendatore, produttore, moglie, amante, tutti hanno delle aspettative tradite su cui recriminare;
3. le relazioni con le donne: il senso di possesso, il delirante desiderio di autoaffermazione su una teoria di figure sottomesse, il rispetto per l’unica donna che non diviene oggetto sessuale (R.Falk), la sublimazione di fanciulle inesistenti, fatte della materia di cui sono fatti i sogni.
Questa moltitudine di elementi si accavalla nel susseguirsi di scene”reali” e oniriche, le prime caratterizzate più spesso da brume buie e atmosfere notturne, le seconde invece sorprendentemente più placide e luminose, piene di vestiti bianchi e ariosi.
Mastroianni, Milo, Aimée, Cardinale, Falk e anche i più piccoli comprimari sono pressoché perfetti, ma la perla definitiva di questo capolavoro entusiasmante è la colonna sonora di Nino Rota, una marcia da circo orchestrata in Modo Minore, in modo da apparire cinica e malinconica, ironica e terribile.



sabato 9 luglio 2011

Mademoiselle Coco

La naturale contrapposizione a Miss Dior Chérie è Mademoiselle Coco, nato in casa Chanel ormai dieci anni or sono per il pubblico più giovane e fresco.

Note di testa agrumate, con arancia e bergamotto, si stemperano presto nelle note medie di rosa, gelsomino, ylang-ylang e nelle basi più dolci e persistenti di vaniglia e patchouli.

Mademoiselle riesce nel raro intento di sembrare allo stesso tempo innocente e sensuale, ma pecca forse un po' nel mescolare troppe essenze diverse, creando un jus non facilissimo da adattare a sé e da identificare.

Anche in questo caso gli spot pubblicitari sono squisiti e più che blasonati, da quelli più datati, con Nicole Kidman fresca di Moulin Rouge!, agli ultimi con Keira Knightley, diretta dal regista di Espiazione e Orgoglio e Pregiudizio, Joe Wright, che la ritrae in una tutina di Lagerfeld dello stesso colore del profumo, sulle note di This is a man's man's man's world cantata da Joss Stone.


venerdì 8 luglio 2011

I Cinepatici

Rieccomi Signorina Buonasera, o, meglio,Signorina Buonmattino.

Su Coming Soon Television, che ormai tutti in Italia credo riceviamo tramite digitale terrestre, dalle 07:00 alle 08:00 è stato inserito in palinsesto un programma di cultura cinematografica grazioso, divertente e scevro da quella odiosa spocchia pseudointellettuale che condisce tanti inserti di questo tipo.

Durante la puntata de I Cinepatici -così si chiama!- ogni mattina viene ripercorsa la filmografia di un regista, o si discute di alcuni temi cinematografici più generali, con qualche addetto ai lavori che trasmette la sua passione in linguaggio adeguato alla popolazione generale, regalandoci quache curiosità o qualche spunto di riflessione.

Nelle ultime puntate: Kubrick, Nolan, Fincher, Il cinema politico attrae ancora i giovani?

Io lo guardo facendo colazione e preparandomi mentalmente alle successive dieci ore di frullatore ospedaliero, e trovo che sia un gran bel modo di cominciare la giornata.

mercoledì 6 luglio 2011

Memento


Nella prima scena del film il protagonista, Leonard, uccide un uomo colpevole di aver stuprato e ucciso sua moglie. Questo assassinio è frutto di grandi fatiche, perché Lenny è affetto da amnesia anterograda (malamente tradotto con "deficit della memoria a breve termine" nella versione italiana) e non può più assimilare nuove informazioni. Ogni passo del processo mentale necessario all'indagine e alla programmazione della vendetta deve essere tatuato sul suo corpo o documentato da polaroid annotate.
Il racconto procede su due piani temporali distinti anche graficamente: una fase più recente, a colori, che narra della ricerca dell'assassino, e una in bianco e nero, che racconta la storia di Sammy, un uomo seguito da Leonard prima del trauma e che aveva riportato un danno simile al suo, ma su base psicogena. Anche la moglie di Sammy morì, uccisa dall'inconsapevole marito e dal rifiuto di accettarlo col suo nuovo, estremamente invalidante, deficit. Ulteriore particolarità del complesso montaggio: le sequenze in bianco e nero sono presentate in ordine cronologico, alternate a quelle a colori che -però- vediamo in ordine inverso! (per capirci, se le prime si possono numerare 1-2-3... e le seconde A-B-C..., vediamo: Z-1-V-2-U-3-etc)
Nolan è un folle, e forse un genio. Undici anni fa questo film è stato probabilmente una piccola rivoluzione e sicuramente un gioiello del genere thriller, contenente già il germe del successivo Inception. Guy Pearce e Carrie Ann Moss non sono straordinari, ma funzionali all'incredibile congegno ad olorogeria che nel climax finale osserviamo scoppiare sotto il nostro naso. Volete sapere come va a finire? E io non ve lo dico!
La cosa ai miei occhi più incredibile è la grande cura nel ricostruire un quadro neurologico precisissimo che forse i non addetti ai lavori non colgono in tutte le sue sfumature. Lenny è proprio come il famoso paziente H.M. descritto da Sacks, Ramachandran e, prima ancora, da Scoville, con una lesione bilaterale degli ippocampi: la memoria precedente al trauma è intonsa (poiché "conservata" nella corteccia illesa), ma la long term potentiation che ha luogo nell'Ippocampo e permette di trasformare un fatto in un ricordo non può più essere attiva, perciò nulla di nuovo si può fissare, fatti salvi quei percorsi mnemonici non coscienti, che probabilmente sfruttano le memorie di lavoro (per esempio cerebellari), ed ecco spiegato in termini semplicistici il condizionamento. Aver tradotto questi concetti in modo così elementare, mostrando tutti gli stratagemmi che i veri amnesici -anche corticali- sfruttano per sopravvivere, è forse l'elemento più geniale e innovativo del film e la ragione del suo grande successo.

lunedì 4 luglio 2011

In amore niente regole



Doodge è il capitano di una piccola e scalcagnata squadra di football, gioco che a cavallo tra le due guerre inizia ad avere visibilità e successo; il team sembra trovare un nuovo impulso dal giovane Carter, buon giocatore noto alla folla come eroe di guerra. Ciò che il pubblico ignora è che l'atto eroico per cui è diventato famoso non è mai accaduto, ma una giornalista inviata a curiosare sulla nuova stella lo scopre, dopo aver fatto invaghire di sé entrambi i giocatori.

Tutto giocato sul battibecco, il film si inserisce nel filone della commedia sentimentale sofisticata, ma, senza tradire i valori patriottici di lealtà e amicizia, aspira anche a una critica alle crepe della democrazia americana. George Clooney è un regista interessante, oltre che un attore bello e gigione, e Renée Zellweger è un'ottima attrice con delle gambe perfette; qualche scena merita un plauso per umorismo e fattura (su tutte la rissa nel bar clandestino -siamo in pieno Proibizionismo- che termina con tutti i partecipanti amici, picchiati e felici, con un bel bicchiere di birra in mano). Perché allora In amore niente regole non mi ha convinto fino in fondo?

domenica 3 luglio 2011

Disturbi cerebellari





Per la nota serie "Fare lo specializzando significa lavorare in Scrubs, non in Grey's Anatomy", pubblico qui un paio di idee graziosissime ed esemplificative sui disturbi cerebellari (si ringrazia il dott. Alberto R.): vedete qui sopra una dubbia atassia del tronco, con lateropulsione a sinistra. Proseguiamo con l'esame.



Prova Indice-Naso, per la verifica della funzione cerebellare, prevalentemente emisferica: si chiede all'esaminato di toccarsi il naso con la punta del dito, con movimenti ampi, ripetitivi e il più possibile precisi.

Osserviamo, direi, un freinage teleocinetico!! Guardate come Maga Magò si osserva il dito, per dirigerlo meglio... un'atassia sensitiva?
Prova delle lampadine: si chiede di formare una coppetta con le mani e ruotarle, come per avvitare delle lampadine. Un esempio di adiadococinesia destra.

Si tiene a precisare che si tratta qui di post del tutto scherzoso e senza alcun reale fine esplicativo.

Perdonateci per aver usato, in ogni caso con grande affetto e nostalgia, uno dei personaggi più simpatici de La spada nella roccia per sdrammatizzare un po' i turni di guardia di questa estate così calda.