venerdì 31 luglio 2015

V Giornata: Il titolo tarocco che più ti ha sorpreso

Titoli tarocchi propriamente detti non me ne ricordo.

Su cosa dilungarmi dunque? Su due "fiction" RAI che mi sorpresero perché piuttosto interessanti.


La prima risale a molti anni or sono, e non era una produzione solo RAI, motivo per cui adesso è praticamente impossibile da ritrovare ad un prezzo abbordabile. Sto parlando della miniserie Carlo Magno, biografia giusto un pelo romanzata di una delle figure storiche da me più amate, che dipingeva dei personaggi secondari di tutto rispetto ed era sorprendentemente ben recitata. C'era pure Remo Girone nei panni di Re Desiderio. Mannaggia, dove si compra???



La figlia del Capitano è la seconda. Premetto che il libro non mi aveva fatto impazzire, lo trovavo piuttosto blando e melenso, perciò una fiction (insisto su fiction, ché l'epoca degli "sceneggiati" era molto diversa e piena di prodotti qualitativamente perfetti) da prima serata casalinga mi insospettiva assai, specialmente con degli attori non proprio provenienti dal teatro shakesperiano. Eppure la sceneggiatura è piuttosto articolata e il risultato finale piuttosto potabile. Pero', a differenza del primo titolo, resta un taroccone.


giovedì 30 luglio 2015

Quarta giornata: la tua bevanda preferita quando leggi o guardi qualcosa.

Premetto che quando leggo, normalmente non mangio né bevo. Talora mi accompagno con un sottofondo musicale. In rarissime occasioni, spesso per decomprimere uno stress più o meno latente, mangio schifezze inconfessabili quali patatine e biscottini rigorosamente salati.

Quando bevo, lo faccio soprattutto per rilassarmi e riscaldarmi, dunque non ci sono poi molte bevande adatte all'uopo. La cioccolata calda e la vodka non sono contemplabili perché piene di zuccheri semplici (che non posso mangiare...). Rimangono dunque tè e tisane.

Il mio amore per il tè (che scrivo all'italiana, senza H da nessuna parte e con l'accento grave) ha radici piuttosto antiche e data dal mio primo viaggio in Inghilterra. Prima di allora pensavo che fosse un intruglio di colore indefinibile prodotto da un sacchettino lipton messo a cuocere in un pentolino con una fetta di limone, atto a distendere l'addome in caso di crampi e dissenteria. Poi, ho conosciuto la Luce (relativamente al tè), in un castello nei pressi di Oxford dove un'insegnante accompagnatrice di un viaggio studio ci condusse a prendere una tazza di profumata bevanda, accompagnata da scoons, custard e tramezzini.
Da allora mi sono servita quasi esclusivamente di tè in foglia che compravo (o mi regalavano, grazie Daria) direttamente dall'Inghilterra, salvo rari casi di dépannage che operavo con la versione in foglia dell'Earl Grey Twinings.

Per molti anni, dopo la scoperta degna di Hellen Keller, la mia casa di tè preferita fu la Whittard of Chelsea. Ce n'è un meraviglioso negozio in centro a Londra, a Edimburgo, a Glasgow e dappertutto in Gran Bretagna, e si trova senza grandi difficoltà anche a Torino (credo per esempio che ce l'abbia Paissa). Del negozio londinese adoravo la possibilità di creare il proprio mélange preferito, mescolando diversi tè e aromi, sotto la guida esperta delle assistenti che ti fanno provare gli infusi sul posto.
Il Whittard più gettonato fu per molti anni lo Spice Imperial, il cui nome già fa sognare: lunghe vie della seta e delle spezie dove l'Impero portava i suoi commerci...







Tra i tè aromatizzati, pero', la palma va di diritto al Rose Pouchong di Fortnum & Mason, noto in patria per essere la casa da cui si serve la Regina. Be', ne capisce di tè, la regina. Da provare assolutamente se la bevanda vi piace, una rivoluzione rispetto a qualunque altro infuso avessi mai provato.







Nei miei periodi ad alto tasso di teina, che vanno da settembre a maggio, il mio amore più sconsiderato va ai tè leggeri non aromatizzati ed in particolare:
-Darjeeling: profumato, accogliente, non aggressivo.
-Russian Caravan: un po' fumoso, nero, esotico
-Tè nero cinese non affumicato di cui non conosco il nome (lo regala un'amica cinese a mio marito, non capisco nulla degli ideogrammi sopra, ma è favoloso. Pare che da noi non lo esportino, se lo tengono per loro...)

lunedì 27 luglio 2015

L'opera di cui hai scoperto l'esistenza del libro originale solo dopo aver amato prodotti derivati

Tra i film della Disney, direi La Sirenetta. Solo dopo aver quasi consumato il VHS scopersi in un vecchio libro di fiabe di mio padre la storia originale, fino allora a me ignota. 
Ahimé quante lacrime mi costo' uscire dalla melassa americana per entrare nelle gelide acque nordiche... e li' comincio' il mio amore per i miti settentrionali, sempre un po' oscuri e malinconici.






Poi c'è tutta una teoria di anime che trasmettevano durante la mia infanzia e mi fecero scoprire parecchi titoli della letteratura europea per ragazzi su cui ancora non avevo messo le mani: parlo del Meisaku, ovvero il progetto World Masterpiece Theather, la riduzione anime di alta (anche altissima) qualità, basata su classici immortali come La piccola Principessa, Robin Hood e il giardino segreto.

Mary e il giardino dei misteri, in particolare, mi piacque assai e la scoperta dell'opera di Burnett gli fu posteriore. Ancora oggi è un mio libro amatissimo, scritto con gusto e intelligenza e senza pedanterie.

domenica 26 luglio 2015

La scena che ti ha traumatizzato da piccolo

Certo, la morte della mamma di Bambi è una pietra miliare dello shock e della tristezza infantili. Pero' se penso a ciò che mi ha tenuto sveglia la notte, altre immagini mi tornano alla memoria (dalla notte dei tempi!).

1. La morte di Lady Oscar. Avevo cinque anni quando vivi la prima volta la fine dell'anime, e non mi aspettavo minimamente che un finale del genere fosse possibile. La protagonista di un cartone animato, morire cosi', trafitta da innumerevoli colpi esplosi da un plotone senza volto! Naturalmente qualunque persona sopra i dieci anni che segua lo svolgimento della storia si accorge che il finale non può essere diverso, per esigenze un po' storiche e un po' mediche (la tisi la consuma, ed è impazzita dopo la morte di André). Io pero' ero assai naive, e la morte violenta dell'eroina bella buona bionda e fortissima mi sorprese con la sua evidenza e opportunità narrativa.





2. La caverna del ragno di It. It è un film che parla giustappunto della paura, in particolare delle paure infantili di cui fingiamo di esserci liberati per poterci più facilmente pavoneggiare in una società iperfunzionante, ma che in realtà trovano facile albergo nei cassetti nascosti della mente di tutti.
Soffro di aracnofobia, da piccola la paura era ancora più forte di adesso, e la personificazione dei terrori più irrazionali sotto forma di un orrido schifosissimo ragno malefico riusci' davvero nel miracolo di non farmi addormentare la sera. Per ripetere il miracolo, bisogna aspettare il punto 3.


Ovviamente la scena di cui parlo è la gemella, ma posto
questa per non spoilerare ancor di più...
3. La scena finale di Profondo Rosso (lo specchio, per capirci). Tra lo spavento di quella, e l'orrore del soffocamento finale per combinazione fausta di catenina + ascensore (ripresa pari pari da C'era una volta il West, dove lo stesso Argento l'aveva inserita), non dormii fino a quando non andai a recuperare il cane in cucina e non me lo portai a dormire da me. Ah, che bello, quando i fantasmi che infestavano le mie notti si potevano vincere con un cucciolo sul copriletto...

sabato 25 luglio 2015

Il tuo finto finale triste preferito

I finti finali tristi non sono normalmente in cima alla mia lista degli espedienti letterari preferiti, in quanto palese esempio di ruffianeria. Cio' detto, per ogni cosa esistono eccezioni.

Evidentemente, questo post è ad alto rischio di SPOILER. Siete avvertiti.

Una grande casa come la Disney ha usato, e talvolta abusato, questo plot-twist per anni, ma solo in alcuni casi è veramente riuscita nell'impresa (La Sirenetta, La Bella e la Bestia): adesso l'effetto sorpresa è praticamente azzerato e quando il finale triste si profila all'orizzonte siamo ormai praticamente già in attesa della "sorpresa". In questo senso avevo molto apprezzato Pocahontas per il suo vero finale triste. A volte la vita va cosi', e basta.

Il mio finto finale triste del cuore è quello di Harry Potter. Il fatto stesso che lui debba obbligarsi scientemente ad andare incontro alla morte è piuttosto angosciante ed è un percorso che in realtà comincia sottilmente già dai primi libri, ché JKR aveva sparso qua e là indizi del collegamento a doppio filo del protagonista col cattivissimo. Ho trovato abbastanza intelligente la risoluzione finale perché il personaggio mi era entrato troppo nel cuore, volevo vederlo crescere una famiglia con Ginny e soprattutto ho amato il fatto che tornare ad una vita terrena talvolta straziante sia stata una libera scelta di Harry, e non una specie di miracolo. In questo modo la tesi a favore del libero arbitrio e dell'autodeterminazione che la Rowling porta avanti per tutta la saga trova una conferma dopo essere vacillata a causa della scelta obbligata del sacrificio.



E soprattutto, trovo geniale la riflessione "solo perché è successo tutto nella tua testa non vuol dire che non sia reale": ci sono interi tomi di psicologia applicata in queste poche semplici parole.

venerdì 24 luglio 2015

30 giorni di... REVOLUTION!

Buongiorno, Venticinque lettori!!

Sono ormai mesi che minaccio di scomparire costantemente, ma ancora resisto all'idea di chiudere la baracca rosa dalle fronde di ciliegio. 

In questo caldo inusistato, in un'atmosfera che sembra gelatina di brodo marino più che semplice aria salmastra, mentre combatto come Buffy l'Ammazzavampiri le zanzare più pervicaci a memoria mia, mi accingo a cominciare una nuova, esilarante, surreale lista di post sollecitati da Acalia.
Potete trovare tutta la spiegazione dettagliata qui, sul suo coloratissimo blog.

Per riassumere, ecco le domande di quest'anno -ce ne sono parecchie difficilotte, sono già un po' in difficoltà.

Giorno 01 - Il tuo finto finale triste preferito
Giorno 02 - La scena che ti ha traumatizzato da piccolo
Giorno 03 - L'opera di cui hai scoperto l'esistenza del libro originale dopo aver amato prodotti derivati
Giorno 04 - La tua bevanda preferita quando leggi o guardi qualcosa
Giorno 05 - Il titolo tarocco che più ti ha sorpreso
Giorno 06 - La tua parodia preferita
Giorno 07 - Apri il primo volume che ti capita tra le mani ad una pagina a caso e inserisci una foto
Giorno 08 - La tua onomatopea preferita
Giorno 09 - L'opera che non leggeresti\guarderesti mai
Giorno 10 - Il peggior cattivo di sempre
Giorno 11 - La saga che ti ha appassionato per più tempo
Giorno 12 - La serie per cui hai atteso di più il seguito
Giorno 13 - Il luogo dove normalmente leggi
Giorno 14 - Quel finale che proprio non hai mandato giù
Giorno 15 - Il tuo finale preferito
Giorno 16 - L'incipit più ingannevole
Giorno 17 - Il "salto dello squalo" che più ti è rimasto in mente
Giorno 18 - Quello che più ti fa andare in bestia
Giorno 19 - L'autore o regista con cui non riesci a venire a patti
Giorno 20 - Il titolo che ti sei ripetuto per mesi o anni di dover recuperare
Giorno 21 - Il titolo che tutti ti dicevano essere bello e che quando l'hai letto\visto hai adorato
Giorno 22 - Il titolo che ti hanno suggerito e che non ti è piaciuto
Giorno 23 - Il tuo videogioco preferito tratto da una serie che ami
Giorno 24 - La tua fiera preferita
Giorno 25 - La tua dichiarazione d'amore preferita
Giorno 26 - Il videogioco che ti riporta nella tua infanzia
Giorno 27 - Il tuo sogno proibito
Giorno 28 - Il tuo Gary Stue o la tua Mary Sue preferiti
Giorno 29 - Il luogo di fantasia che avresti sempre voluto visitare
Giorno 30 - Inventa il finale di una storia che non ce l'ha

e se avete voglia di andare a curiosare in questa specie di questionario di Proust made in Fenders, potete cliccacre tout simplement sul link "30 giorni" che trovate nella colonnina delle etichette, sulla sinistra.